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Giovedì, Novembre 21, 2019

Il viaggio del giovane Antonio - 23

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Riassunto delle puntate precedenti: Antonio Pacinotti, accompagnato dal fratello Giacinto, intraprende un viaggio a Parigi, Londra e Bruxelles per documentarsi suli Servizi  Meteorologici di quei paesi, su incarico di Carlo Matteucci. A Parigi il direttore del servizio, il prof. Le Verrier, si rifiuta di riceverlo in quanto inviato dal Matteucci. Questi fa allora spedire una lettera dal Ministero della Marina che attesti che Pacinotti è stato incaricato dallo stesso Ministro. La lettera Ministeriale tarda ad arrivare, per cui Antonio e Giacinto, dopo aver visitato laboratori ed officine, decidono di partire per Londra. Giunto a Londra, Antonio Pacinotti prende contatti con la ditta Negretti & Zambra, produttrice di strumenti meteorologici e con Mr Babington, responsabile per la meteorologia dell'Osservatorio presso il Board of Trade di Londra. Da quest'ultimo Antonio riesce ad ottenere in forma scritta le informazioni che gli interessano. Conclusi gli adempimenti legati alla "missione meteorologica", l'11 agosto i fratelli Pacinotti lasciano Londra diretti a Bruxelles dove giungono il 12. Visitato l'Osservatorio di tale città, diretto dal sig. Quetelet, ripartono subito per Parigi, che raggiungono il 14 agosto. Grazie alla lettera ministeriale, giunta finalmente non senza qualche traversia, le porte dell'Osservatorio di Parigi si schiudono ed Antonio Pacinotti ha modo di documentarsi dettagliatamente sull'organizzazione del servizio meteorologico internazionale parigino e può assistere dal vivo alla formulazione dei "presagi" (le odierne previsioni meteorologiche).

Il viaggio dei due fratelli Pacinotti volge al termine: conclusa la visita all’Osservatorio di Parigi e adempiute incombenze e commissioni varie, Antonio e Giacinto prendono la via del ritorno. Strada facendo, come si era raccomandato il prof. Matteucci, si fermano a Ginevra, dove Antonio, stando alle indicazioni del senatore,  dovrebbe incontrare il meteorologo tedesco Heinrich Dove, impegnato in un Congresso che si tiene in quella città.

Non sappiamo se l’incontro sia effettivamente avvenuto: né in questa lettera né nel resoconto del viaggio che Antonio stilerà per il sen. Matteucci se ne fa menzione,  a meno che tra “le persone per cui si hanno lettere” di cui parla Giacinto nella lettera al padre, Luigi Pacinotti, che qui sotto trascriviamo, non sia compreso anche il suddetto meteorologo.
Giacinto preannuncia il suo rientro a Caloria[1], dove il padre ed il resto della famiglia sono in villeggiatura, per la fine di Agosto o, al più tardi, ai primi di settembre.

Questo il testo della lettera dei due giovani Pacinotti, nella quale Antonio ribadisce ancora una volta di considerare la Meteorologia come una semplice parentesi, da chiudere appena possibile per poter tornare definitivamente all’amato insegnamento della Fisica.

Carissimo Babbo
Ginevra 25 Agosto 1865
Eccoci incamminati a tornare verso casa, io conto di essere a Caloria fra 4, o 5 giorni. Eseguii la commissione del prof Tassinari spendendo 241 franchi. A Parigi ho visto diversi laboratori di chimica, ne discorreremo presto insieme. A lei si è comprata una collezione di disegni, un disegno di battello meccanizzato, e una macchinetta per fare i gelati. Di salute si sta bene, non mi trattengo perché si va fuori per vedere di trovare le persone per cui si hanno lettere e insieme cominciare a vedere la città.
Stieno bene, e nella speranza di presto riabbracciarli mi creda suo

Aff.mo Figlio
G
[2] Pacinotti

P.S. Saluti i Bicchierai [3], il prof.re Betti e i Tassinari. Dica al Prof.re che non sto a scriverli perché presto staremo costà.

Carissimo Babbo
Le nuove del viaggio e della salute nostra sa già dalla lettera di Giacinto che son buone. Le dirò le nuove dell'ambasciata Meteorologica. Credo d'avergli già scritto che appena arrivato a Parigi andai dal Segretaria Boyl ma esso mi disse di non aver ricevuto per me altre lettere che due del prof Matteucci, pure mi promise di parlar di me al Ministro Nigra. Il giorno dopo andai dal Leverrier ma esso che non aveva ricevuto alcuna lettera mi ripetè però assai gentilmente che prima volessi munirmi di una lettera del Nigra. Venerdì sera ebbi la lettera del Nigra. Sabato mattina al portai all'osservatorio, la feci presentare al Sig.re Leverrier senza cercar di vederlo perché stava per partir per la campagna; la sera trovai a casa una lettera del sig. Rayet che è l'aiuto incaricato del servizio meteorologico, che mi diceva di andare all'osservatorio nei primi giorni della settimana, e Lunedì e Martedì fui dallo stesso sig Rayet ricevuto molto gentilmente. Ho visto non solamente gli strumenti, ma mi son potuto far sufficiente idea del servizio meteorologico che quivi si fa, ed ho assistito alla formazione della carta meteorologica e dei presagi del Mercoldì. Spero che presto potremo riabbracciarci, ed augurarci bene dell'avvenire. Credo però che dalle discussioni che terremo dovrà convenirsi insieme che la mia carriera non possa esser la Meteorologia.
Voglia bene al suo

Aff.mo Figlio
Antonio Pacinotti

[1] La località di Pistoia dove si trova la villa dei Pacinotti, situata sulle pendici del poggio di Montecuccoli, sulla cui sommità si erge l’austera mole della Pieve di Valdibure.
[2] Giacinto
[3] I Bicchierai erano parenti dei Pacinotti nonché assidui frequentatori di Caloria (la località in cui si trova la villa dei Pacinotti): Rosa Bicchierai era in particolare la bisnonna di Antonio e Giacinto: quest’ultimo sposerà proprio una Bicchierai, Bice, che compare in una foto di famiglia dei Pacinotti conservata nella villa. In tale foto è presente anche il prof. Betti.

Il seguito alla prossima puntata

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