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Lunedì, Settembre 16, 2019

Il viaggio del giovane Antonio - 18

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Riassunto delle puntate precedenti: Antonio Pacinotti, accompagnato dal fratello Giacinto, intraprende un viaggio a Parigi, Londra e Bruxelles per documentarsi suli Servizi  Meteorologici di quei paesi, su incarico di Carlo Matteucci. A Parigi il direttore del servizio, il prof. Le Verrier, si rifiuta di riceverlo in quanto inviato dal Matteucci. Questi fa allora spedire una lettera dal Ministero della Marina che attesti che Pacinotti è stato incaricato dallo stesso Ministro. La lettera Ministeriale tarda ad arrivare, per cui Antonio e Giacinto, dopo aver visitato laboratori ed officine, decidono di partire per Londra. Giunto a Londra, Antonio Pacinotti prende contatti con la ditta Negretti & Zambra, produttrice di strumenti meteorologici e con Mr Babington, responsabile per la meteorologia dell'Osservatorio presso il Board of Trade di Londra. Da quest'ultimo Antonio riesce ad ottenere in forma scritta le informazioni che gli interessano. Conclusi gli adempimenti legati alla "missione meteorologica", l'11 agosto i fratelli Pacinotti lasciano Londra diretti a Bruxelles.

Giunti a Bruxelles la sera di sabato 12 agosto i due fratelli Pacinotti vi si trattengono solo un giorno: nonostante sia domenica, riescono ad incontrare il sig. Quetelet e a visitare l'Osservatorio da lui diretto. Il 14 agosto sono già a Parigi, ma qui ancora una volta non trovano la lettera Ministeriale che dovrebbe permettere loro di superare il diniego del prof. Le Verrier e di poter finalmente visitare l'Osservatorio parigino.

Di ciò Antonio informa subito il prof. Matteucci con una lettera di cui è giunta fino a noi la minuta. Al tempo stesso scrive al padre, Luigi Pacinotti, per tenerlo aggiornato sugli sviluppi del viaggio.

Pubblichiamo di seguito la trascrizione della minuta della lettera di Antonio a Matteucci e quella della lettera dei due fratelli al padre Luigi.

Chiarissimo sig Prof

Parigi 14 Agosto 1865

Ieri Domenica fui in Bruxelles vidi il buon uomo sig Quetelet che mi mostrò il suo osservatorio dettagliatamente. Esso mi disse di aver già inviato a Lei tutti gli stampati che aveva potuto raccogliere i quali formano un gran pacco e che per questo non gli ridava a me; mi aggiunse che non gli era possibile spedirgli da Bruxelles non so qual libro Russo ... Stamani son giunto a Parigi sono stato dal sig.r conte Boyl ma non ho trovato alcuna lettera dal Ministero per me ne alla Posta restante, ne consegnata al Dini; mi ha detto che vedrà di interessare il Sig Ministro Nigra a far parlar di me al Signor Leverrier ma che sono [1] fra 10 o 12 giorni è sperabile di aver risposta. Con tutto questo potrebbe darsi cosa della quale non ho indizio che il ministero avesse scritto al Sig Leverrier direttamente e mi attenterò a presentarmi di nuovo al Sig Leverrier. In quanto a Ginevra mi sembra che se mi sarebbe stato piacevole e vantaggioso trovarmi là nell'epoca del congresso nel caso che ancora Lei vi ci si trovasse mi potrà essere invece gravoso e forse umiliante il tentare di presentarmi a quel congresso per conto mio. Del resto mi sembra anche che dai reso conti di esso potrò imparare quanto dalle sedute, dacché ritengo che il tatto[2] pratico Meteorologico non possa acquistarsi che con degli anni di osservazione.
Voglia fare i miei complimenti alla sua signora e tenermi pel suo

Dev Ob
AP

[1] certamente un errore, suppongo si debba intendere solo
[2] probabilmente intende riferirsi alla capacità di interpretare i dati meteorologici a fini prognostici


Carissimo Babbo

Parigi 14 Agosto 1864[3]

Ieri Domenica ci trattenemmo a Bruxelles vedemmo assai di quella città, parlammo a lungo col sig.re Quetelet che ci mostrò dettagliatamente l'osservatorio astronomico e meteorologico. E Quetelet mi incaricò di fare a Lei i suoi saluti, giacché si ricorda di averlo conosciuto in occasione dei congressi, e conserva il suo ritratto a litografia. Alla sera ci mettemmo in vapore e stamani poco dopo il giorno eramo[4] in Parigi. Qui sono stato dal sig. Boyl segretario della Legazione Italiana ma esso non aveva per me nessuna lettera del Ministero né alcuna ne ho trovata dal Dini o alla posta. Pure nel dubbio che una lettera potesse essere stata spedita direttamente al Sig.re Leverrier mi attenterò a presentarmi di nuovo. Alla posta ho trovato invece la lettera del Donati quella del Tassinari e le sue di accompagnamento a queste ed al vaglia postale di 200 fr. Questo ultimi son già riscossi mi sembra peraltro che spedir somme un po' forti con vaglia postali debba esser troppo costoso. Giacinto ha già risposto alla lettera del Tassinari, che ciò che potremo trovare della di lui lista costerà più di 300 franchi, e quindi se vuol gli oggetti o mandi 300 franchi, o mandi una lettera in cui dia regolarmente ed ufficialmente la commissione al Salleron. Il quale credo che spedirà gli oggetti in casse chiuse alla dogana di Pisa e farà una tratta cioè cambiale sopra il prof. Tassinari la quale dovrà esser pagata prima di sdoganare le casse. In quanto a Lei cercheremo di acquistare intanto qualche disegno, e se manderà dei quattrini ci regoleremo in proporzione anche a comprar dei modelli se potremo trovarli convenienti, cosa che credo sarà molto poco probabile perché per lo più o son gingilli da ragazzi o macchine che costan molto.

Voglia bene al suo
Affmo Figlio
Antonio Pacinotti

Ho scritto anche al Prof Matteucci.

Indirizzo nostro Rue des Grès N°12

[3] si tratta sicuramente di un errore: l'anno non può essere che il 1865
[4] sic: forma vernacolare toscana, sta per eravamo

Il seguito alla prossima puntata

 

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