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Venerdì, Maggio 24, 2019

Un Archivio ricco di storia (4)

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Il padiglione della fotografia artistica

Ecco un'altra delle foto scattate da Caterina Pacinotti, nipote di Antonio e nonna dello scrivente,  all'Esposizione Internazionale delle Arti decorative moderne di Torino, nel 1902. In questa riconosciamo il padiglione dell'auto e del ciclo.

Continuiamo anche a dare altri cenni sulla figura di Caterina Pacinotti,in aggiunta a quelli pubblicati in precedenza, nell'ultimo post ed in quelli precedenti. Come abbiamo già visto il padre, Pietro Pacinotti, morì quando Caterina era solo quindicenne. La morte del padre rappresentò sicuramente un profondo trauma nell'animo della giovinetta: da velate allusioni che colsi in famiglia mi son fatta l'idea che la nonna abbia avuto un crollo psichico, per cui venne ricoverata in una clinica. Tuttavia io ricordo la nonna come una donna energica, che non si tirava indietro di fronte ai problemi e al tempo stesso di animo sensibile. Parlava con schiettezza e sottile autoironia: nel mio ricordo ha sempre avuto i capelli grigi (quando io avevo quattro anni, la nonna ne aveva 68), ma lei, che in origine era bruna, diceva che erano "biondo cenere"; sapeva essere allegra e scherzosa, ridendo alle sue stesse battute.

Caterina Pacinotti

 Come abbiamo già detto, aveva una buona mano nel disegno e nella pittura, si dilettava anche di fotografia; per questo ho sempre pensato che fosse una donna di carattere intrapendente ed indipendente e che proprio per questo si sia sposata abbastanza tardi per l'epoca, a 29 anni, nel 1911. Sposò una persona colta ed intelligente, Francesco Celestre, ma anche molto gelosa e questo contribuì probabilmente a comprimere le sue potenzialità espressive, tanto che a poco a poco smise di dipingere e si limitò a continuare ad usare la macchina fotografica, quasi esclusivamente nell'ambito familiare.

 

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