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Venerdì, Novembre 22, 2019

Il viaggio del giovane Antonio - 14

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Riassunto delle puntate precedenti: Antonio Pacinotti, accompagnato dal fratello Giacinto, intraprende un viaggio a Parigi, Londra e Bruxelles per documentarsi suli Servizi  Meteorologici di quei paesi, su incarico di Carlo Matteucci. A Parigi il direttore del servizio, il prof. Le Verrier, si rifiuta di riceverlo in quanto inviato dal Matteucci. Questi fa allora spedire una lettera dal Ministero della Marina che attesti che Pacinotti è stato incaricato dallo stesso Ministro. La lettera Ministeriale tarda ad arrivare, per cui Antonio e Giacinto, dopo aver visitato laboratori ed officine, decidono di partire per Londra. Giunto a Londra, Antonio Pacinotti prende contatti con la ditta Negretti & Zambra, produttrice di strumenti meteorologici e con Mr Babington, responsabile per la meteorologia dell'Osservatorio presso il Board of Trade di Londra. Con quest'ultimo emergono difficoltà di comunicazione per la limitatissima conoscenza dell'inglese da parte dei due Pacinotti.

Come abbiamo avuto modo di accennare in precedenza, né Antonio Pacinotti né il fratello Giacinto conoscevano l’inglese: se questo costituì per loro un grosso ostacolo nel condurre una conversazione con Mr Babington direttore dell’Ufficio meteorologico di Londra, per noi, viceversa, rappresenta un’inaspettata fortuna, perché l’intera conversazione si è svolta in forma scritta e ciò ha permesso che giungesse fino a noi.

Risparmiamo al lettore la trascrizione di tutta la conversazione in lingua inglese, non tanto perché attinente ai dettagli tecnici dell’organizzazione del Servizio Meteorologico, quanto per “carità di patria” nei confronti del povero Antonio: egli infatti, dopo aver appuntato le domande su alcuni fogli (qui ne riproduciamo il primo), traduce in inglese alla lettera, parola per parola, il testo italiano, aiutandosi con un vocabolario. Il risultato è francamente pietoso … Ciò nonostante, riesce così a farsi intendere dal sig. Babington e ad ottenere le risposte che desiderava avere. Per chi fosse interessato al testo dell’intera conversazione, può consultare la già citata tesi di Lorenzo Malatesta. Alcune delle risposte di Mr. Babington sono scritte sul retro di stampati “riciclati” di cui riproduciamo un esemplare, recante la firma, riprodotta a stampa dell’Ammiraglio Fitz Roy.

Qui sotto riportiamo invece la trascrizione del primo foglio su cui Antonio e Giacinto hanno appuntato, in italiano, il testo delle domande che vuole rivolgere a Mr. Babington. All’inizio Antonio si presenta a Mr. Babington a cui spiega il motivo della visita ed illustra succintamente il progetto che il prof. Matteucci ha in mente di realizzare in Italia.

Scriverò le domande attenderò in scritto le risposte. Ciò mi induco a fare fidando nella gentilezza vostra dalla quale spero compatimento. Troverete in me un giovane che si è addottorato in Matematiche nella Università di Pisa e che ha studiato con amore la fisica ed ha desiderio di seguitare a studiarla; ma che non ha per ora né studii né pratica speciale della meteorologia; che viene presso di voi per essere aiutato a dirigersi in questi studi speciali, e ad iniziarsi alle pratiche meteorologiche.

Dopo questa premessa facilmente potrete persuadervi che oltre alla risposta letterale alle domande che vi arò io avrei bisogno di consigli sui libri da acquistarsi, e dei ragguagli che la vostra pratica del soggetto e la vostra gentilezza vi detteranno. In quest'anno io ho dato un corso di elementi di Fisica e di Chimica nel R. Istituto Tecnico di Bologna ed ho dovuto affrettare di qualche giorno il termine delle lezioni per secondare il desiderio del governo, di adoperarmi ad aiutare il Prof Matteucci nella organizzazione/montatura del Servizio Meteorologico in Italia. Passando da Torino ho avuto luogo di discorrere col Prof Matteucci. Esso penserebbe di distribuire nelle coste Italiane 20 stazioni Meteorologiche munite ciascuna di un termometro, un barometro a mercurio e uno aneroide,[1] e di uno psicrometro e di aprire un Ufficio centrale nel quale fossero studiate le osservazioni ad esso rimesse tanto da questi osservatori Italiani che quelle che potevano ottenersi dall'estero. Esso però penserebbe di non impegnarsi a dare il presagio ogni giorno darebbe solo presagi straordinari e questi di due generi, cioè 1° dati direttamente dall'osservatore locale pel luogo dove esso risiede 2° dati dall'Ufficio centrale nei casi in cui dispacci meteorologici ricevuti dall'estero o interni annunzino una burrasca che si propaghi in modo da pervenire in Italia.

Il Matteucci poi mi diceva; bisogna ecc.. fino Manica.

Occorrerebbe nel montare il servizio in Italia potersi avvantaggiare di quanto già è stato fatto in Inghilterra e perciò avere per quanto è possibile cognizione del modo nel quale ora il servizio meteorologico è montato in questo paese quali sono le stazioni meteorologiche* e quali metodi sono usati per assicurarsi della comparabilità degli strumenti quali regole si tengano nella collocazioni di questi, e nel modo di osservarli. Quale cultura si richiede negli osservatori e se vi sono mezzi usati per assicurarsi che le osservazioni siano fatte alle ore stabilite. Come sono distribuiti nella giornata i tempi delle osservazioni. Come queste osservazioni vengono registrate; si osserva la direzione del vento dietro i movimenti delle nubi e come si registra quando è differente da quella data dalla ventarola? e lo stato del cielo più o meno nuvoloso come viene notato. Di queste osservazioni come ottiene cognizione l'ufficio centrale, gli vengo[no] trasmesse per telegrafo in una sola ora del giorno, o nei casi di variazione di stazione riceve dalle province dispacci straordinari? Questi dispacci giungono per telegrafo fino all'uffizio centrale o qui vengono rimessi da qualche uffizio telegrafico vicino. Vi sono abbreviazioni convenzionali usate in questi dispacci.

Desidererei anche acquistare per quanto è possibile cognizione del lavoro che sulle osservazioni che vi pervengono si compie nell'ufizio centrale.

* quali li strumenti ad esse affidati e se si adoperano modificazioni alle ordinarie disposizioni del psicrometro dell'anemometro se quest'ultimo serva a dare anche l'intensità del vento

[1] Fin qui la scrittura era di Antonio, da qui in avanti prosegue Giacinto.

Segue una lista di vocaboli in inglese con relativa traduzione in italiano

 

villa pacinotti

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