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Lunedì, Luglio 13, 2020

Il viaggio del giovane Antonio - 5

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Riassunto delle puntate precedenti: Antonio e Giacinto Pacinotti, su incarico di Carlo Matteucci, si recano a Parigi per studiare il Servizio Meteorologico franncese. Giunti a Parigi e sistematisi presso Ulisse Dini, matematico pisano, prendono contatto col prof. Le Verrier direttore del Servizio Meteorologico. Questi però nega a Pacinotti il permesso di visitare l'Osservatorio preeso cui ha sede il Servizio, motivando il rifiuto col fatto che Pacinotti ha ricevuto l'incarico da Matteucci.
Antonio Pacinotti informa subito il prof. Matteucci del diniego ricevuto e chiede che gli venga inviata una lettera di presentazione direttamente dal Ministro della Marina, allo scopo di superare il veto posto dal Le Verrier.



Il prof Matteucci, avvisato telegraficamente da Pacinotti che Le Verrier gli aveva negato il permesso di accedere all'Osservatorio, risponde al giovane Antonio informandolo di aver subito telegrafato al Ministro della Marina e di aver già ottenuto l'invio di una lettera ufficiale dalla quale risulta che l'incarico è stato affidato a Pacinotti direttamente dal Ministero e non su iniziativa personale di Matteucci.

Quest'ultimo, tuttavia, doveva essere ben cosciente del rischio al quale esponeva il suo giovane incaricato. Infatti in una lettera che aveva consegnato a Pacinotti,indirizzata al Comm. Artom presso la Legazione Italiana a Parigi, Matteucci, nel raccomandare i "due bravissimi e buonissimi giovani toscani", scrive:
"Io spero che le burrasche fra Leverrier e me non arriveranno a far sì che il primo non gli permetta di veder all'Osservatorio i modi di operare".


La lettera non poté essere consegnata al destinatario per assenza del medesimo (come appunta Antonio a matita sulla busta) e grazie a ciò è pervenuta fino a noi.
Nella sua lettera a Pacinotti, che pubblichiamo qui sotto integralmente [1], Matteucci esprime senza mezzi termini la poca stima da lui nutrita nei confronti del Le Verrier, fornendoci un indizio sull'origine dei dissapori tra i due. tutto potrebbe risalire al 1860, quando il Le Verrier indirizzò una lettera a Matteucci e al Barone Plana di Torino, sollecitandoli ad inviargli quotidianamente a Parigi via telegrafo i dati delle osservazioni meteorologiche di Genova e Cagliari - da effettuare due volte al giorno - al fine di redigere i "Bollettini Internazionali" e diramare ai porti gli eventuali avvisi di tempesta. C'è da immaginare che Matteucci, dato il suo carattere schietto e sanguigno, tipico delle genti di Romagna, non abbia avuto remore ad esprimere pubblicamente il suo giudizio sferzante sui bollettini meteo elaborati dal Le Verrier, suscitando le ire di quest'ultimo.

Lasciamo ora la parola al Sen. Carlo Matteucci:

Torino 22 luglio 1865

Caro Tonino

Ricevo ora la vostra lettera coll'indirizzo della vostra abitazione Rue de Grés dove rispondo. Ebbi il dispaccio in cui mi dicevate del brutto contegno del Leverrier e del rifiuto a ricevervi. Telegrafai subito a Firenze al Ministro [2] ed oggi stesso ho ricevuto un telegramma che m'annunzia essere partita per Parigi la lettera Ministeriale che richiedevate. Spero che con questa sarete subito ammesso e che così potrete fare le vostre cose senza tormentarvi di più. Intanto vi prevengo che avevo anche scritto al Conte di Boyl che fa le veci del Nigra come Ministro d'Italia a Parigi per interessarlo a scrivere o a parlare a Leverrier in favor vostro e siccome ho dato al Conte di Boyl per vostro indirizzo l'Hotel de l'Empereur Joseph andate più presto che potete a trovare il Conte di Boyl per dirgli quello che ho scritto. Sin d'ora vi avverto che avendo avuto occasione di scrivere in questi giorni al General Sabine Presidente della Società Reale autore di tante memorie sul magnetismo terrestre, gli dissi che il Governo italiano vi mandava a studiare il sistema di Fitzroy[3]. Perciò farete bene a farvici presentare o da Babington o da voi stesso. Non capisco cosa sia tutto quel furore di Leverrier e che importanza ha quella sua comunicazione. Intanto Padre Secchi [4] mi scrive che non tarderà a pubblicare i cattivi risultati delle probabilità del tempo date da Leverrier a Roma. La Società Reale di Londra poi richiesta sul valore dei presagi diurni ha risposto che non sapeva cosa dire e lo stesso mi scrive Dove.

Il seguito alla prossima puntata

[1] La grafia della lettera inviata da Matteucci a Pacinotti è totalmente diversa da quella con cui è vergato l'indirizzo sulla busta indirizzata al Comm. Artom. Non si tratta di un caso di ... schizofrenia: semplicemente il Matteucci, consapevole dell'illeggibilità della propria scrittura, quando voleva essere sicuro di essere compreso - specie quando era particolarmente irritato - faceva scrivere le sue lettere alla moglie, la Sig.ra Robinia Young.

 [2] Nel 1865, non dimentichiamolo, Firenze è la Capitale d'Italia

[3] L'Ammiraglio FitzRoy, il mitico comandante del Beagle, il vascello sul quale Charles Darwin compì il suo famoso viaggio che lo portò a formulare la nota teoria sull'evoluzione delle specie. Grazie all'esperienza accumulata in campo meteorologico fu posto a capo del Dipartimento Meteorologico presso il Board of Trade. Si tolse la vita il 30 aprile 1865, un mese prima che Pacinotti iniziasse il suo viaggio.

[4] Padre Angelo Secchi fu una figura di rilievo internazionale nel campo della Meteorologia e dell'Astronomia. Direttore dell'Osservatorio del Collegio Romano, impiantò sull'intero territorio dello Stato Pontificio una rete di raccolta dei dati meteorologici trasmessi telegraficamente, con stazioni a Roma, Ancona, Bologna e Ferrara.

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